Chiusura di una società: liquidazione, fallimento, fusione per incorporazione o vendita delle azioni
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Una società si estingue solo in due modi: mediante liquidazione o mediante riorganizzazione (Civilinio kodekso 2.95 straipsnio 1 dalis, cioè l’art. 2.95, comma 1, del Civilinis kodeksas, Codice civile, CK: CK 2.95 str. 1 d.). Quale strada Lei possa scegliere dipende anzitutto da una sola domanda: la società è solvibile? Una società solvibile può essere liquidata dagli azionisti con una propria decisione, mentre una società insolvente non può essere liquidata da loro (Akcinių bendrovių įstatymo 73 straipsnio 3 dalis, cioè l’art. 73, comma 3, dell’Akcinių bendrovių įstatymas, Legge sulle società per azioni, ABĮ: ABĮ 73 str. 3 d.); tale società è chiusa dalla procedura di fallimento, salvo che ne sia ripristinata la solvibilità (JANĮ 6 str. 2 d. 1 p.). Se non intende sopprimere la società, ma soltanto smettere di esserne il proprietario, può vendere le azioni: in tal caso la società continua a esistere con tutte le sue obbligazioni. L’articolo riguarda le uždarosios akcinės bendrovės (UAB, società per azioni di tipo chiuso di diritto lituano) e le akcinės bendrovės (AB, società per azioni di diritto lituano); per le altre forme giuridiche una parte delle regole è diversa.
La prima domanda: la società è solvibile?
Il Juridinių asmenų nemokumo įstatymo 2 straipsnio 7 dalis, cioè l’art. 2, comma 7, del Juridinių asmenų nemokumo įstatymas (Legge sull’insolvenza delle persone giuridiche, JANĮ: JANĮ 2 str. 7 d.), definisce l’insolvenza come la condizione in cui la persona giuridica non è in grado di adempiere puntualmente le obbligazioni patrimoniali oppure le sue passività superano il valore del suo patrimonio.
Dalla risposta dipendono non solo la strada, ma anche gli obblighi del direttore (vadovas). Il JANĮ 5 straipsnis obbliga il direttore della persona giuridica ad avviare la procedura di insolvenza se la società è insolvente, e il liquidatore a farlo se l’insolvenza emerge durante la liquidazione. Per questo, prima di adottare qualsiasi decisione, sommi debiti, imposte e impegni contrattuali e li confronti con il patrimonio.
Liquidazione volontaria: solo per una società solvibile
La decisione degli azionisti di cessare l’attività è il primo motivo di liquidazione elencato nel CK 2.106 straipsnyje (CK 2.106 str. 1 p.). Dalla nomina del liquidatore, questi acquisisce i diritti e gli obblighi del direttore e del consiglio di amministrazione (valdyba), mentre il direttore e il consiglio di amministrazione perdono i loro poteri (ABĮ 73 str. 6 d.).
La società in liquidazione soddisfa anzitutto i creditori, e solo dopo il patrimonio residuo è ripartito tra gli azionisti (ABĮ 73 str. 13 d.). Il patrimonio può essere ripartito non prima che siano trascorsi 2 mesi dalle pubblicazioni (ABĮ 73 str. 14 d.). La società si estingue con la cancellazione dal registro (CK 2.95 str. 3 d.).
Che cosa resta a Lei. Lo stesso ABĮ 73 str. 13 d. stabilisce che il patrimonio della società emerso successivamente è ripartito allo stesso modo; che cosa fare in tal caso è descritto nell’articolo La società è già stata cancellata, ma sul conto sono rimasti dei fondi: che cosa si può fare. Come avviare la liquidazione e quali documenti servono, lo trova nell’articolo Come avviare la liquidazione di una UAB: documenti, dipendenti e creditori.
Fallimento: quando la società è insolvente
La decisione del tribunale o dell’assemblea dei creditori di liquidare la persona giuridica a seguito di fallimento è un motivo di liquidazione distinto (CK 2.106 str. 2 p.). Hanno il diritto di avviare la procedura di insolvenza il direttore, in presenza di una probabilità di insolvenza, e il creditore nei cui confronti un’obbligazione è scaduta (JANĮ 4 str. 1 d.).
Quando la società diventa insolvente, il JANĮ 6 str. 2 d. obbliga il direttore a informarne senza indugio i partecipanti (dalyviai) e ad avviare senza indugio la procedura di insolvenza. Dal 1º gennaio 2027 tale obbligo viene integrato: se entro il termine stabilito dal JANĮ 8 str. 3 d. non viene concluso un accordo di sostegno e non viene adottata la decisione di svolgere la procedura di fallimento in via stragiudiziale, il direttore dovrà presentare senza indugio al tribunale la domanda di apertura della procedura di insolvenza.
Che cosa resta al direttore. Il JANĮ 13 str. 1 d. obbliga il direttore a risarcire il danno derivato dall’inadempimento degli obblighi stabiliti dalla legge. Il JANĮ 13 str. 2 d. consente al tribunale di limitare, per un periodo da 1 a 5 anni, il diritto di ricoprire la carica di direttore o di essere membro di un organo di gestione collegiale se il direttore non ha avviato la procedura di insolvenza quando era obbligato a farlo, ha causato un fallimento doloso oppure, dopo che è divenuta definitiva l’ordinanza di apertura della procedura di fallimento, non ha consegnato all’amministratore dell’insolvenza beni, documenti o informazioni. Dal 1º gennaio 2027 il primo motivo comprenderà anche il caso in cui il direttore non ha presentato al tribunale la domanda di apertura della procedura di insolvenza quando era obbligato a farlo. Il tribunale dichiara doloso il fallimento quando l’insolvenza è derivata da una gestione consapevolmente cattiva o da negozi lesivi dei diritti dei creditori (JANĮ 70 str. 1 d.). Chi avvia il fallimento e come è descritto nell’articolo Il fallimento richiede il consenso degli azionisti? E come si accerta l’insolvenza.
Riorganizzazione: incorporare la società in un’altra
La riorganizzazione è l’estinzione della persona giuridica senza procedura di liquidazione (CK 2.95 str. 2 d.). Questa strada è adatta quando Lei dispone di un’altra società che può rilevare l’attività. In caso di fusione per incorporazione, tutti i diritti e gli obblighi della società incorporata passano alla società incorporante (CK 2.97 str. 3 d.).
Le condizioni stabilite dalla legge:
- si possono riorganizzare solo persone giuridiche della stessa forma giuridica, salvo le eccezioni previste dalla legge (CK 2.98 str. 1 d.);
- la decisione è adottata con una maggioranza non inferiore ai 2/3 dei voti dei partecipanti presenti all’assemblea e solo dopo che sono trascorsi trenta giorni dalla pubblicazione dell’avviso di redazione delle condizioni di riorganizzazione (CK 2.96 str. 3 d.); per le UAB e le AB questo termine di 30 giorni decorre dal giorno in cui il gestore del registro delle persone giuridiche pubblica l’avviso di ricezione delle condizioni di riorganizzazione oppure il link al sito internet della società in cui esse sono pubblicate (ABĮ 62 str. 2 d.);
- le condizioni di riorganizzazione sono pubblicate tre volte a intervalli non inferiori a trenta giorni oppure una volta, comunicandole per iscritto a tutti i creditori (CK 2.101 str. 1 d.); a una società è consentita una sola pubblicazione con comunicazioni scritte solo se effettuata almeno 30 giorni prima dell’assemblea generale degli azionisti (ABĮ 65 str. 1 d.);
- le condizioni di riorganizzazione delle società sono valutate da un revisore o da una società di revisione (ABĮ 63 str. 2 d.), salvo che tutti gli azionisti acconsentano a non effettuare la valutazione (ABĮ 63 str. 5 d.);
- il creditore può chiedere la risoluzione o l’adempimento anticipato dell’obbligazione se vi è motivo di ritenere che la riorganizzazione ne renderà più difficile l’adempimento e la società non ha prestato una garanzia aggiuntiva (CK 2.101 str. 2 d.); finché la società non ha prestato una garanzia aggiuntiva al creditore che la richiede, i documenti di riorganizzazione non possono essere presentati al registro (ABĮ 66 str. 1 ir 4 d.);
- non si può riorganizzare una società che è in liquidazione non per decisione dei partecipanti, oppure quando ad almeno un partecipante è già stata trasferita una parte del patrimonio della società in liquidazione (CK 2.97 str. 8 d.).
Che cosa resta a Lei. Le condizioni di riorganizzazione stabiliscono in che modo il partecipante della società riorganizzata diventa partecipante della società che prosegue l’attività (CK 2.99 str. 1 d. 3 p.). Lei resta quindi proprietario, ma di un’altra società. Se occorra il consenso dei creditori e dei dipendenti è descritto nell’articolo Riorganizziamo la società: serve il consenso dei creditori e dei dipendenti?.
Vendita delle azioni: la società resta, cambia il proprietario
Con la vendita delle azioni la società non si estingue. Continua a rispondere delle proprie obbligazioni con il proprio patrimonio (CK 2.50 str. 1 d.), mentre l’azionista non risponde delle obbligazioni della società, salvo i casi previsti dalle leggi o dai documenti costitutivi (CK 2.50 str. 2 d.).
Alla vendita delle azioni di una UAB si applicano le regole dell’ABĮ:
- l’azionista deve comunicare per iscritto alla società l’intenzione di vendere le azioni (ABĮ 47 str. 1 d.);
- il diritto di prelazione sull’acquisto delle azioni in vendita spetta agli altri azionisti (ABĮ 47 str. 2 d.); lo statuto può stabilire che il diritto di prelazione non si applica oppure fissare una procedura di vendita delle azioni diversa da quella prevista dall’ABĮ 47 str. 1 e 3–8 d. (ABĮ 47 str. 9 d.); questa procedura non va rispettata neppure quando la società ha due azionisti e uno vende le azioni all’altro (ABĮ 47 str. 8 d.);
- il contratto ha forma scritta semplice, salvo i casi in cui il Codice civile prescrive la forma notarile obbligatoria (ABĮ 47 str. 10 d.). La forma notarile è obbligatoria quando si vende il 25 per cento o più delle azioni di una UAB oppure quando il valore del negozio supera la soglia stabilita dal CK 1.74 str. 1 d. 3 p., salvo le eccezioni previste in tale punto.
Queste regole non cambiano dal 1º novembre 2026. Per approfondire: Quando il contratto di compravendita di azioni di una UAB deve essere autenticato da un notaio e Offrire le azioni agli altri azionisti è obbligatorio: come evitare che richieda un mese.
Che cosa resta a Lei. Della comunicazione dei dati degli azionisti al Juridinių asmenų dalyvių informacinė sistema (sistema informativa dei partecipanti delle persone giuridiche) è responsabile il direttore della società (ABĮ 41¹ str. 3 d.). Se Lei è anche il direttore, questo obbligo resta a Lei finché non viene sostituito. Inoltre, il CK 2.50 str. 3 d. stabilisce che, quando la persona giuridica non può adempiere un’obbligazione a causa di atti in mala fede di un partecipante, il partecipante risponde con il proprio patrimonio in via sussidiaria.
Lasciare che sia il registro a chiudere la società
Se la società, entro dodici mesi dalla scadenza del termine, non presenta i documenti indicati nel CK 2.66 str. 4 d., ad esempio il bilancio annuale (insieme dei rendiconti finanziari annuali), oppure per più di sei mesi non ha organi di gestione, la liquidazione può essere avviata dal gestore del registro (CK 2.70 str. 1 d.). In tal caso il liquidatore non viene nominato e gli atti necessari alla cancellazione dal registro sono compiuti dal gestore del registro stesso (CK 2.70 str. 8 d.). I partecipanti della persona giuridica estinta rispondono in solido per tre anni del danno arrecato ai creditori se la società è stata liquidata in questo modo a causa di loro atti in mala fede (CK 2.70 str. 9 d.). Per approfondire: Abbiamo ricevuto una notifica di liquidazione su iniziativa del Registrų centras: che cosa fare. Se la società semplicemente non svolge attività, legga anzitutto Non svolgiamo più attività: è obbligatorio liquidare la società?.
In breve: quale strada e quando
- La società è solvibile e non serve più – liquidazione volontaria (CK 2.106 str. 1 p.).
- La società è insolvente – procedura di fallimento; non può liquidarla con una propria decisione (ABĮ 73 str. 3 d.).
- Dispone di un’altra società della stessa forma – riorganizzazione mediante fusione per incorporazione (CK 2.97 str. 3 d.).
- La società ha valore per un altro proprietario – vendita delle azioni (ABĮ 47 str.).
Approfondimenti sulla liquidazione
- Liquidazione delle società: pagina del servizio
- Liquidazione su iniziativa del Registrų centras
- Non svolgiamo più attività: è obbligatorio liquidare la società?
- Abbiamo ricevuto una notifica di liquidazione su iniziativa del Registrų centras: che cosa fare
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- Archiviazione e certificato sul canone di locazione dei terreni nella liquidazione di una società
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- Azioni in un’altra società durante la liquidazione: che cosa fare prima della cancellazione
- Aperta la procedura di fallimento: che cosa deve fare il direttore e che cosa possono ancora fare gli azionisti
Approfondimenti sulla riorganizzazione
- Riorganizzazione e scissione di società: pagina del servizio
- Incorporazione di una società in un’altra: iter, decisioni e termini
- Imposte nella riorganizzazione di società: imposta sul reddito delle società, IVA e perdite
Come iniziare
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Maggiori informazioni su questo servizio: Liquidazione delle società.