Non svolgiamo più attività: è obbligatorio liquidare la società?

Questo articolo è stato tradotto automaticamente dal lituano e verificato per quanto riguarda i termini giuridici. Fa fede la versione lituana. Contattateci in inglese o in lituano. Versione lituana. I riferimenti normativi e le citazioni sono mantenuti nell'originale lituano (str. = articolo, d. = comma, p. = punto).

Non è obbligatorio. La legge non stabilisce l’obbligo di chiudere una società solo perché non opera più. Il CK 2.95 str. 1 d. del Civilinis kodeksas (Codice civile, CK) stabilisce che le persone giuridiche si estinguono mediante liquidazione o riorganizzazione: in altre parole, la società esiste finché non si verifica una di queste due cose, indipendentemente dal fatto che svolga o meno qualche attività. L’attività si può sospendere e la società si può lasciare „miegoti“ [„dormire“]. Ma un obbligo resta anche allora, ed è proprio questo a causare la maggior parte dei problemi.

Che cosa significa „sustabdyti veiklą“ [„sospendere l’attività“]

In pratica significa comunicare alla Valstybinė mokesčių inspekcija (VMI, Ispettorato tributario statale) che l’attività temporaneamente non è svolta. Il MAĮ 77 str. 1 d. del Mokesčių administravimo įstatymas (Legge sull’amministrazione delle imposte, MAĮ) riguarda i casi in cui i contribuenti temporaneamente non svolgono attività: in tal caso si può essere temporaneamente esonerati dalla presentazione delle dichiarazioni correnti.

C’è anche un altro aspetto, che conviene conoscere in anticipo. Il MAĮ 77 str. 2 d. stabilisce che il contribuente deve pagare l’imposta entro il termine stabilito dalla legge sull’imposta, nonostante sia temporaneamente esonerato dalla presentazione della dichiarazione. L’esonero dalla dichiarazione non è un esonero dall’imposta. Se dal periodo di attività è rimasta un’obbligazione tributaria, essa resta.

La domanda relativa alle dichiarazioni correnti si presenta alla VMI in via elettronica, tramite il portale self-service della VMI, e vi si allega la decisione dei partecipanti. Non è complicato e non serve un intermediario.

Che cosa la sospensione non elimina

Qui è facile sbagliare.

In un caso un cliente, che aveva ricevuto sanzioni per bilanci non presentati, ha chiesto se, sospesa l’attività, non avrebbe più dovuto presentare i bilanci. Abbiamo risposto che avrebbe dovuto.

La sospensione vale per le dichiarazioni fiscali. Non vale per il bilancio d’esercizio. Il CK 2.66 str. 4 d. stabilisce l’obbligo di presentare al registro delle persone giuridiche il bilancio d’esercizio annuale ogni anno entro trenta giorni dalla sua approvazione, se la legge non prevede un termine diverso. L’ABĮ 58 str. 3 d. dell’Akcinių bendrovių įstatymas (Legge sulle società per azioni, ABĮ) precisa tale termine per le società: dal 1° luglio 2026 il bilancio deve essere presentato al gestore del registro entro 5 mesi dalla chiusura dell’esercizio.

Ne consegue che anche una società del tutto inattiva deve ogni anno convocare l’assemblea, approvare il bilancio e presentarlo. I bilanci saranno vuoti, ma devono esserci.

Sono proprio i bilanci non presentati che dopo dodici mesi portano la comunicazione del registro. Che cosa accade dopo e quanto tempo ha a disposizione è descritto a parte: si veda l’articolo sulla liquidazione su iniziativa del Registrų centras (Centro dei registri statale).

Per gli enti senza scopo di lucro vale lo stesso

Per le viešosios įstaigos (VšĮ, enti senza scopo di lucro di diritto lituano), le associazioni e le fondazioni la logica non cambia. L’attività si può sospendere. L’obbligo di presentare i bilanci resta. Ciò è particolarmente importante per gli enti che non hanno un contabile stabile in grado di ricordare la scadenza.

Se ha cambiato idea a metà della liquidazione

La decisione non è irreversibile fino all’ultimo minuto. L’ABĮ 73 str. 16 d. stabilisce che la decisione di liquidare la società non può essere revocata se almeno un azionista ha ricevuto una parte del patrimonio della società in liquidazione. Finché la ripartizione del patrimonio non è iniziata, il processo si può fermare. È utile saperlo nel caso in cui la liquidazione sia stata avviata e poi sia comparso un acquirente o un nuovo ordine.

Quanto costa ciascuna via: un confronto senza raccomandazione

Entrambe le vie hanno un costo, e i costi sono di natura diversa.

Lasciare la società dormiente costa ogni anno: il lavoro del contabile per il bilancio, la formalizzazione dell’assemblea e talvolta anche il servizio di indirizzo della sede legale. L’importo è modesto, ma si ripete ogni anno per un tempo indefinito. Accanto a esso restano gli obblighi del direttore (vadovas): qualcuno deve essere nominato, essere reperibile e rispondere della presentazione dei bilanci. È proprio questa parte quella che si interrompe più facilmente, perché di una società dormiente nessuno si interessa.

La liquidazione costa una volta sola e poi finisce. Dopo di essa non restano né obblighi annuali, né il direttore, né il rischio che il registro avvii la procedura per documenti non presentati.

Quale opzione sia migliore dipende da una sola cosa: se la società servirà ancora in futuro. Se la risposta è „gal po metų dviejų“ [„forse tra un anno o due“], conviene tenerla. Se la risposta è „turbūt ne, bet gaila uždaryti“ [„probabilmente no, ma dispiace chiuderla“], in pratica significa pagare ogni anno per qualcosa che non usa e attendere la comunicazione del registro.

Qui non diamo una raccomandazione, perché dipende dai Suoi piani, non dal diritto.

Approfondimenti sulla liquidazione

Come iniziare

Ci scriva se la società potrà ancora servire in futuro e per quanti anni i bilanci non sono stati presentati. Calcoliamo il costo di entrambe le vie nel Suo caso e Le diciamo se vi è già un motivo per la comunicazione del registro. La prima valutazione è gratuita.

Tel. +370 5 212 1506, e-mail info@linden.lt

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