Riorganizzazione di una società: serve il consenso dei creditori e dei dipendenti?
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Per la riorganizzazione non serve il consenso dei creditori. I creditori hanno dei diritti, ma non sono loro a decidere. Può invece servire il consenso della banca, non per legge, ma in forza del contratto con la banca. Non serve nemmeno il consenso dei dipendenti, né occorre concludere nuovi contratti di lavoro: i rapporti di lavoro proseguono. Nessuna di queste due questioni impone di rinviare la riorganizzazione. Di seguito: che cosa di tutto ciò è legge e che cosa è una clausola contrattuale.
I creditori: il consenso non serve, i diritti sì
I diritti dei creditori durante la riorganizzazione sono stabiliti dai commi 1 e 2 dell’articolo 2.101 del Civilinis kodeksas (Codice civile, CK) e dall’Akcinių bendrovių įstatymas (Legge sulle società per azioni, di seguito ABĮ): ABĮ 66 str. 1 d.
La differenza tra un diritto e un consenso è sostanziale. Il creditore non può fermare la riorganizzazione solo perché non gli piace. Ma ha dei diritti. Può chiedere una garanzia aggiuntiva dell’adempimento delle obbligazioni, se vi è motivo di ritenere che a causa della riorganizzazione il loro adempimento diventerà più difficile (ABĮ 66 str. 1 d.). Se la garanzia non viene prestata, può chiedere la risoluzione o l’adempimento anticipato dell’obbligazione e il risarcimento dei danni (CK 2.101 str. 2 d.). Ha lo stesso diritto anche quando ciò è previsto dal contratto. Finché tale richiesta non è soddisfatta o finché su di essa è in corso una controversia giudiziaria, i documenti non possono essere presentati per la registrazione (ABĮ 66 str. 4 d.).
Ne deriva una regola semplice: la questione dei creditori si risolve con una procedura di informazione ordinata, non con trattative per ottenere un permesso. Il progetto di riorganizzazione (reorganizavimo sąlygos) viene reso pubblico tre volte a intervalli non inferiori a trenta giorni, oppure una sola volta, dandone contestualmente comunicazione scritta a tutti i creditori (CK 2.101 str. 1 d.).
La banca: qui il consenso può servire
La banca è un creditore, quindi le spettano gli stessi diritti di qualsiasi creditore. La legge non richiede un consenso separato della banca alla riorganizzazione. Può però servire quando lo richiede il contratto stesso con la banca.
Ciò significa che l’esame del contratto con la banca è il primo compito, non l’ultimo. I contratti di credito e di leasing possono contenere una clausola che subordina al consenso della banca la riorganizzazione, la cessione di beni o il cambio di controllo. Tale clausola si applica indipendentemente da ciò che dicono le norme sulla riorganizzazione: è un accordo tra le parti.
Se questo esame viene fatto alla fine, si verifica lo scenario peggiore: i documenti sono pronti, i termini decorrono e nessuno ha ancora chiesto il consenso.
I dipendenti: non serve il consenso, né servono nuovi contratti
Il trasferimento di un’azienda o di una sua parte è disciplinato dall’articolo 51 del Darbo kodeksas (Codice del lavoro, DK): DK 51 str. 1 d., DK 51 str. 2 d., DK 51 str. 5 d. e DK 51 str. 6 d. Il punto essenziale è uno: i rapporti di lavoro proseguono. Tuttavia, in caso di trasferimento dell’azienda o di una sua parte, il dipendente ne riceve comunicazione scritta almeno dieci giorni lavorativi prima, ed entro cinque giorni lavorativi può dichiarare per iscritto di non accettare la prosecuzione del rapporto di lavoro (DK 51 str. 5 d.); le modifiche dei contratti di lavoro sono apportate entro dieci giorni lavorativi dal passaggio dei rapporti di lavoro (DK 51 str. 6 d.).
La conclusione è duplice. Non occorre chiedere il consenso del dipendente. E non occorre firmare nuovi contratti di lavoro: quelli esistenti restano in vigore. Ciò non significa che ai dipendenti non si dica nulla; significa che informarli è un’informazione, non una richiesta di permesso.
Che cosa conviene comunque fare con i documenti
Due cose che la legge non richiede, ma che aiutano a spiegare in seguito che cosa è accaduto. I contratti di lavoro trasferiti sono indicati nel verbale di consegna e accettazione dei beni. E nel preambolo dei documenti conviene indicare che gli atti sono compiuti a seguito della riorganizzazione.
Entrambe sono una raccomandazione, non un obbligo di legge. Lo diciamo apertamente, perché la differenza conta: se non le si fa, i documenti non saranno illegittimi. Saranno semplicemente più difficili da spiegare due anni dopo, quando qualcuno (un revisore, un acquirente o un ispettore) chiederà su quale base un dipendente sia finito in un’altra società.
Comunicazioni ai creditori esteri
Una domanda che sorge quando vi sono creditori esteri: la comunicazione al creditore estero deve essere tradotta?
Se il progetto di riorganizzazione viene reso pubblico una sola volta, l’Akcinių bendrovių įstatymas richiede che a tutti i creditori sia data comunicazione scritta e stabilisce quali dati deve contenere la comunicazione, ma non ne stabilisce la lingua (ABĮ 65 str. 1 d.). Alla fine il notaio attesta che gli obblighi stabiliti dalla legge sono stati adempiuti (punto 54 dei Juridinių asmenų registro nuostatai, Regolamento del Registro delle persone giuridiche: JAR nuostatų 54 p.). Per questo conviene verificare in anticipo con il notaio che autenticherà i documenti quali prove di invio gli serviranno.
È importante poter provare l’invio. Per questo si decide in anticipo chi invia le comunicazioni e quando, e dove si conservano le ricevute. Le ricevute vanno conservate dal primo giorno, non raccolte alla fine.
Quali forme si possono fondere
Prima di pianificare conviene verificare se la combinazione scelta sia possibile. Quali forme giuridiche di persone giuridiche si possono fondere e trasformare è stabilito dal comma 1 dell’articolo 2.98 del Civilinis kodeksas e dall’ABĮ 61 str. 3 d.; la nozione di trasformazione è definita dal CK 2.104 str. 1 d., mentre le forme in cui si può trasformare un ente sono stabilite dalla legge sulla singola forma (ad esempio MBĮ 29 str. 2 d.).
Il termine da inserire nel calendario è lo stesso degli altri modi di riorganizzazione: secondo il comma 3 dell’articolo 2.96 del Civilinis kodeksas, tra la pubblicazione e la decisione devono trascorrere trenta giorni.
Trasformazione di una MB in UAB
Un caso a parte è la trasformazione di una MB (mažoji bendrija, piccola società di diritto lituano) in UAB (uždaroji akcinė bendrovė, società per azioni di tipo chiuso di diritto lituano). È disciplinata dal Mažųjų bendrijų įstatymas (Legge sulle piccole società, MBĮ 29 str. 2 d.), dal CK 2.104 str. 4 d. e dall’ABĮ 72 str. 15 d.
La legge non fissa una durata complessiva della trasformazione. Essa dipende, tra l’altro, dal modo di pubblicazione scelto: la decisione viene resa pubblica tre volte a intervalli non inferiori a 30 giorni, oppure una sola volta, dandone contestualmente comunicazione scritta a tutti i creditori (MBĮ 29 str. 4 d.). I documenti della nuova società, prima di essere presentati al registro, sono presentati al notaio (JAR nuostatų 48 p.). Abbiamo descritto in dettaglio i termini nell’articolo Trasformazione di una MB in UAB: decisione, capitale, creditori e termini.
In quale ordine si procede
- Si esaminano i contratti con la banca e con gli altri finanziatori: se contengono una clausola sul consenso.
- Si redige e si rende pubblico il progetto di riorganizzazione.
- Si attendono trenta giorni. In questo periodo si concordano i consensi e si informano i dipendenti e i partner.
- Si adottano le decisioni e si presentano i documenti.
L’ordine qui non è una formalità. La questione del consenso della banca, sollevata al quarto passaggio, blocca tutti e quattro.
Approfondimenti sulla riorganizzazione
- Riorganizzazione e scissione parziale delle società: pagina del servizio
- I diritti del creditore nella riorganizzazione di una società: che cosa si può chiedere
- I dipendenti nella riorganizzazione di una società: DK 51 str., direttore e consiglio dei lavoratori
- Fusione di una MB e di una UAB: perché prima serve la trasformazione
Come iniziare
Ci scriva quale struttura desidera ottenere alla fine ed entro quando. Ci invii i contratti con la banca e con gli altri finanziatori: valuteremo se servirà il consenso della banca, che cosa occorrerà comunicare ai dipendenti e ai creditori e quali termini di legge si applicano.
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Maggiori informazioni su questo servizio: Riorganizzazione e scissione parziale delle società.