Scissione parziale e scambio di azioni: quali imposte gravano sugli azionisti

Questo articolo è stato tradotto automaticamente dal lituano e verificato per quanto riguarda i termini giuridici. Fa fede la versione lituana. Contattateci in inglese o in lituano. Versione lituana. I riferimenti normativi e le citazioni sono mantenuti nell'originale lituano (str. = articolo, d. = comma, p. = punto).

Quando una società viene fusa, scissa o quando da essa viene separata una parte, e gli azionisti scambiano le proprie azioni con azioni di un’altra società, la differenza di valore dei beni che si forma con lo scambio non è considerata reddito dell’azionista. Ciò si applica se l’operazione rientra in uno dei casi elencati nell’articolo 41 del Pelno mokesčio įstatymas (Legge sull’imposta sul reddito delle società, PMĮ). La regola vale sia per le persone fisiche sia per le società azioniste. Il prezzo di acquisto delle nuove azioni ricevute in cambio resta quello delle azioni scambiate, per cui l’incremento di valore sarà valutato quando cederà le nuove azioni. Questa esenzione non si applica alla differenza di prezzo delle azioni pagata in denaro. In alcuni casi l’agevolazione resta solo se le azioni ricevute in cambio non vengono cedute per tre anni, e alle operazioni concluse allo scopo di ottenere un vantaggio fiscale l’amministrazione finanziaria può applicare il principio della prevalenza della sostanza sulla forma.

Quando si applica l’esenzione per la riorganizzazione

Il comma 1 dell’articolo 41 del Pelno mokesčio įstatymas (PMĮ 41 str. 1 d.) stabilisce tra quali entità si applica questo regime. Si tratta delle entità lituane il cui utile imponibile è tassato con le aliquote del 17 o del 7 per cento stabilite nel PMĮ 5 straipsnyje [articolo 5 del PMĮ], e delle entità degli Stati membri dell’Unione europea che soddisfano i requisiti della Direttiva 90/434/CEE, nonché delle operazioni tra di esse. Alle entità il cui utile è tassato con l’aliquota dello 0 per cento (PMĮ 5 str. 2 d.), secondo il testo della legge, questo regime non si applica.

Il PMĮ 41 str. 2 d. elenca i casi. Per gli azionisti i più importanti sono i seguenti:

  • fusione per incorporazione e fusione: i partecipanti dell’entità acquisita ricevono in cambio azioni dell’entità acquirente (PMĮ 41 str. 2 d. 1 ir 2 p.);
  • scissione a favore di società esistenti (išdalijimas) e scissione con costituzione di nuove società (padalijimas): i partecipanti, al posto delle azioni detenute, ricevono in cambio proporzionalmente azioni delle entità nuove o beneficiarie (PMĮ 41 str. 2 d. 4 p.);
  • la cessione di un ramo di attività che dal punto di vista organizzativo costituisce un’unità economica autonoma, quando l’entità cedente riduce contestualmente il capitale sociale e i suoi partecipanti ricevono in cambio proporzionalmente azioni delle entità acquirenti (PMĮ 41 str. 2 d. 5 p.);
  • lo scambio di azioni, quando un’entità cede le proprie azioni ai partecipanti di un’altra entità allo scopo di ottenere o aumentare la maggioranza dei voti (PMĮ 41 str. 2 d. 7 p.);
  • la scissione parziale (atskyrimas): l’entità che prosegue l’attività separa una parte, e sulla base dei beni, del patrimonio netto e delle passività proporzionalmente attribuiti a tale parte si costituiscono una o più nuove entità (PMĮ 41 str. 2 d. 8 p.).

Se la differenza di prezzo delle azioni è pagata in denaro, nei casi dei punti 1, 2, 4, 5 e 7 non può superare il 10 per cento del valore nominale delle azioni oppure, quando non vi è valore nominale, il 10 per cento del valore contabile delle azioni (PMĮ 41 str. 2 d.). Il diritto societario applica un limite analogo: i pagamenti in denaro non possono superare il 10 per cento del valore nominale delle nuove azioni ricevute dagli azionisti (comma 6 dell’articolo 67 dell’Akcinių bendrovių įstatymas, Legge sulle società per azioni: ABĮ 67 str. 6 d.).

Faccia attenzione alla parola „proporcingai“ [„proporzionalmente“]. L’ABĮ 67 str. 2 d. consente di assegnare le azioni della società scissa anche in modo non proporzionale, e alla scissione parziale si applicano le regole della scissione con costituzione di nuove società (ABĮ 71 str. 2 d.). Tuttavia i punti 4 e 5 del PMĮ 41 str. 2 d. parlano di azioni ricevute proporzionalmente. Perché si applichi il punto 8 (scissione parziale), alla nuova entità devono essere attribuiti proporzionalmente i beni, il patrimonio netto e le passività. Il diritto societario non richiede tale proporzionalità (ordinanza del Lietuvos Aukščiausiasis Teismas, Corte suprema di Lituania, LAT, del 2 dicembre 2020 nella causa civile n. e3K-3-325-823/2020, punto 38). Inoltre il punto 8 di per sé non descrive la conversione delle azioni degli azionisti, mentre il GPMĮ 2 str. 14 d. 7–8 p. e il PMĮ 42 str. 1 d. si applicano quando le azioni sono scambiate. Il testo della legge non risponde direttamente alla domanda se la scissione parziale in cui gli azionisti ricevono azioni della nuova società sia considerata uno scambio di questo tipo. Valuti separatamente dal punto di vista fiscale un’assegnazione non proporzionale delle azioni prima di approvare il progetto. Come il rapporto di cambio delle azioni si inserisce nel progetto di scissione parziale (atskyrimo sąlygos), lo abbiamo spiegato nell’articolo Il progetto di scissione parziale: contenuto, documenti e ordine dei passaggi.

L’azionista persona fisica

I punti 7 e 8 del comma 14 dell’articolo 2 del Gyventojų pajamų mokesčio įstatymas (Legge sull’imposta sul reddito delle persone fisiche, GPMĮ 2 str. 14 d. 7 ir 8 p.) non considerano reddito la differenza di valore dei beni formatasi nei casi di riorganizzazione o di cessione stabiliti dal PMĮ 41 str. 2 d., quando le azioni detenute dai partecipanti sono scambiate con azioni di un’altra entità. Entrambi i punti si applicano solo alle entità indicate nel PMĮ 41 str. 1 d., ed entrambi prevedono un’eccezione: questa regola non si applica alla differenza di prezzo delle azioni pagata in denaro.

Quando in seguito venderà o cederà in altro modo le azioni ricevute in cambio, il loro prezzo di acquisto sarà pari al prezzo di acquisto delle azioni scambiate (GPMĮ 19 str. 5 d.). Dal reddito si possono dedurre solo importi documentati (GPMĮ 19 str. 3 d.). Per questo conservi i documenti con cui ha acquistato le azioni originarie e il progetto di riorganizzazione.

Il PMĮ 42 str. 10 d. stabilisce la condizione di non cessione delle azioni per tre anni, che deve essere rispettata da „vienetas ar jo dalyviai“ [„l’entità o i suoi partecipanti“] (si veda oltre). Il GPMĮ non ripete separatamente questa condizione. Il testo della legge non risponde direttamente alla domanda se essa si applichi alla persona fisica. Se intende cedere le azioni ricevute in cambio entro tre anni, lo valuti in anticipo.

L’azionista società

Quando, nei casi stabiliti dal PMĮ 41 straipsnyje [articolo 41 del PMĮ], i partecipanti ricevono in cambio delle azioni detenute azioni di un’altra entità, l’incremento di valore dei beni non è considerato loro reddito. Il prezzo di acquisto delle azioni ricevute in cambio è il prezzo di acquisto delle azioni scambiate (PMĮ 42 str. 1 d.). La differenza di prezzo delle azioni pagata in denaro è attribuita al reddito del partecipante che l’ha ricevuta (PMĮ 42 str. 11 d.).

La condizione dei tre anni. Il PMĮ 42 straipsnis [articolo 42 del PMĮ] si applica solo quando, nei casi stabiliti dai punti 4, 5, 6 e 7 del PMĮ 41 str. 2 d., l’entità o i suoi partecipanti non vendono né cedono in altro modo per tre anni le azioni ricevute in cambio. Fanno eccezione la cessione dovuta a requisiti normativi e i successivi casi degli stessi punti 4–7 (PMĮ 42 str. 10 d.). La scissione parziale (punto 8) non è elencata. Tuttavia la stessa operazione può rientrare anche nel punto 5, per cui verifichi a quale punto riconduce la Sua operazione.

Il collegamento con l’esenzione per partecipazioni. L’entità che ha emesso le azioni deve essere registrata in uno Stato dello Spazio economico europeo o in uno Stato con cui si applica una convenzione contro le doppie imposizioni, e pagare l’imposta sul reddito delle società o un’imposta analoga. In tal caso le plusvalenze dalla cessione delle sue azioni non sono tassate, se l’entità cedente ha detenuto ininterrottamente per almeno 2 anni più del 10 per cento delle azioni con diritto di voto. Se le azioni sono cedute nei casi di riorganizzazione o di cessione indicati nel PMĮ 41 str. 2 d., occorre detenerle per almeno 3 anni. L’esenzione non si applica quando i beni sono trasferiti e quando le azioni sono cedute all’entità che le ha emesse. I periodi di detenzione delle azioni non si considerano quando le azioni sono cedute per requisiti normativi (PMĮ 12 str. 15 p.). Dal 1° gennaio 2027 la nozione di „akcija“ [„azione“] in questo punto comprenderà anche le quote di determinate entità estere a responsabilità limitata (PMĮ 12 str. 15 p., versione in vigore dal 2027-01-01).

Le regole contro le operazioni artificiose

Nel calcolo dell’imposta sul reddito delle società non si tiene conto delle costruzioni il cui scopo principale, o uno degli scopi principali, è ottenere un vantaggio fiscale e che non sono state poste in essere per valide ragioni commerciali che rispecchiano la realtà economica. Una costruzione può comprendere più di una fase (PMĮ 11 str. 8 d.). Il comma 1 dell’articolo 69 del Mokesčių administravimo įstatymas (Legge sull’amministrazione delle imposte, MAĮ 69 str. 1 d.) consente all’amministrazione finanziaria di applicare il principio della prevalenza della sostanza sulla forma quando un’operazione, un’operazione economica o qualsiasi loro insieme sono posti in essere allo scopo di ottenere un vantaggio fiscale.

Per questo, se dopo la scissione parziale prevede un’ulteriore fase di scambio di azioni, l’amministrazione finanziaria può valutare entrambe le fasi insieme. Si valuta l’intera costruzione: se non è stata posta in essere per valide ragioni commerciali che rispecchiano la realtà economica, nel calcolo dell’imposta sul reddito delle società non se ne tiene conto (PMĮ 11 str. 8 d.).

Che cosa verificare prima di approvare il progetto

  1. A quale punto del PMĮ 41 str. 2 d. è ricondotta l’operazione e se tutte le entità partecipanti soddisfano il PMĮ 41 str. 1 d.
  2. Se le azioni sono assegnate proporzionalmente.
  3. Se il pagamento in denaro agli azionisti non supera i limiti del PMĮ 41 str. 2 d. e dell’ABĮ 67 str. 6 d.
  4. Chi tra gli azionisti potrebbe voler cedere le azioni entro tre anni.
  5. Se sono stati conservati i documenti di acquisto delle azioni originarie.

L’esenzione fiscale è condizionata: si applica solo se sono soddisfatte tutte le condizioni sopra indicate, per cui ogni operazione deve essere verificata dal punto di vista fiscale. Sulla conversione delle azioni nella riorganizzazione e sulle relative date abbiamo scritto nell’articolo Inizio e fine della riorganizzazione: azionisti e notaio.

Approfondimenti sulla riorganizzazione

Come iniziare

Ci invii l’estratto più recente del Registrų centras (Centro dei registri statale), l’elenco degli azionisti con le azioni da essi detenute e ci scriva che cosa desidera separare e quale struttura dell’azionariato desidera ottenere alla fine. Insieme al Suo consulente fiscale valuteremo a quale caso previsto dalla legge corrisponde l’operazione pianificata.

Tel. +370 5 212 1506, e-mail info@linden.lt

Maggiori informazioni su questo servizio: Riorganizzazione e scissione parziale delle società.

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